famiglia

Gli ex coniugi, conclusasi la separazione, nell’85% dei casi si ricostituiscono una famiglia e spesso accade che la nuova debba essere la somma di lui, lei e i rispettivi figli dei matrimoni precedenti.

Che confusione ed i problemi sembrano davvero tanti! Come comportarsi nei confronti dei figli dell’alto, come un amico? Come un confidente? Come un secondo genitore? E tra loro i “nuovi fratelli” come possono convivere serenamente?

La svalutazione del ruolo familiare avvenuto negli anni ’70 si manifesta chiaramente nei fenomeni sociali attuali. Le culture, prima di mostrare i loro effetti, richiedono tempo per essere socializzate ed attuate, per questo, le scelte degli anni settanta non hanno avuto risvolti o manifestazioni immediate, ma le vediamo oggi nell’anedonia giovanile, nella collera incontrollata, nel bullismo…

Per questo è importante comprendere le cause e risolverle prima di creare sistemi instabili o patologizzanti.

Nei casi in cui ci siano bambini fino ai sette anni, è bene tenere presente che il complesso di Edipo è ancora attivo e così l’adorazione dei figli per il genitore del sesso opposto è massimo, dunque se già l’altro genitore sarebbe un competitor, immaginiamoci come possa vivere il nuovo fidanzato della mamma o fidanzata del papà.

I bambini inoltre hanno la propensione all’idea magica e così si consolano della mancanza del genitore fantasticando della possibilità che un giorno, con un colpo di bacchetta magica, potranno rimettersi insieme e tornare ad essere una famiglia ed essere finalmente felici.

L’annuncio del nuovo matrimonio di un genitore per un figlio è la dichiarazione del pericolo di frantumazione del suo passato e per questo potrà essere aggressivo, violento o al contrario taciturno e triste cronicamente.

L’evidenza è che la separazione ed il divorzio appaio a molti adulti come l’occasione di cancellare gli errori e ricominciare tutto da capo, ma è anche un’opportunità per i figli?

In una famiglia moderna allargata quali sono le difficoltà che si presentano?

L’esempio quotidiano è quello della nuova compagna del padre che pretende di far rispettare anche ai figli di lui (nella casa che ha ricostituito con il compagno) le regole e codici che pretende dai suoi figli naturali. Lo scontro sarà naturale, perché il bambino riconosce a priori come illegittima la richiesta fatta da qualcuno non riconosciuto nel ruolo di genitore.

Allora spesso il compagno si a dover scegliere: o sostiene il figlio o la compagna. Qualunque soluzione approssimativa troverà lo porterà a confliggere con l’altra parte perché non avrà giustificazioni garantitegli da altri ruoli naturali.

Difendendo la figlia minerà l’autorità, se difenderà la compagna rischierà di far vivere un “sentimento di Cenerentola” alla figlia che potrà sviluppare un vissuto di impotenza, inettitudine e svalutazione ambientale. Solitamente in questi sistemi complessi intricati di sentimenti, rancori, gelosie e amori contrastati, tutti cercano di difendere la propria posizione:

i figli che non possono accettare il nuovo compagno/a del genitore perché così facendo tradirebbero loro stessi l’altro genitore;

il compagno/a se sceglierà di rimanere neutrale sarà etichettato d’essere egoista, se autoritario sarà accusato di voler prendere il posto del genitore naturale mancante;

il genitore presente che non vorrebbe sentirsi in colpa perché la compagna o il figlio/a si sentono rifiutati o non difesi da lui.

Si dovranno trovare, quindi, nuovi ruoli familiari.

Quello che sappiamo e possiamo fare in situazioni tanto complesse è molto, ma trattandosi di sottili equilibri che si esprimono nelle azioni e nelle dimostrazioni di comprensione del difficile stato emotivo dell’altro, è necessario poter contare su strumenti evoluti.

È fondamentale comprendere il modo per saper scegliere e tenere un ruolo che non è più quello naturale: “Faccio il genitore e quindi se ti sgrido è per il tuo bene” oppure: “ Ma sì, mi ha fatto proprio un grande torto, però, in fondo, è mia madre/mio padre, lo devo perdonare”, ma deve essere ad hoc e versatile.

Alcuni tranelli che possono essere evitati a priori sono quelli di evitare un comportamento seduttivo che conquisti il figlio dell’’altro/a compagno/a con regali, non si riesce mai a comprare la lealtà del bambino per il genitore mancante.

Alle sfide come:” Mia mamma non si comporta così con me!” sappiate essere pazienti e ribattete semplicemente che voi non siete la sua mamma e per questo avete un rapporto diverso, ma questo non vuol dire che non vi possiate volere bene e aiutare vicendevolmente.

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