sofferenza

E’ LA TERAPIA AD ESSERE ADATTA AL PAZIENTE E NON VICEVERSA

“Spesso il male di vivere ho incontrato” Eugenio Montale ha saputo esprimere in metrica il dolore più alto e nobile dell’uomo. Filosofi, letterati, scienziati tutti sono stati (e tutt’ora sono) ricchi di soluzioni e consigli tuttavia la soluzione alla Sofferenza sembra, mai come ora, essere difficoltosa e incerta. La Sofferenza che noi proviamo dentro è intimamente nostra ed unica.

Questa è la chiave di volta, questa è la rivoluzione che offre la psicologia moderna: adoperarsi per il paziente verso un trattamento specifico che va costruito caso per caso insieme.

Durante i briefing clinici è assai frequente condividere con i colleghi psicologi esperienze di pazienti che raccontano essere stati sottoposti a cicli terapeutici molto faticosi fatti di griglie, tecniche di autosuggestione, “compitini a casa”… anche quando le richieste non erano necessariamente indicate per dei trattamenti. Ne risultano così esperienze tanto traumatiche quanto inutili.

Certamente la psicologia, con tutte le sue declinazioni e le sue correnti, insieme alla farmacologia e la medicina dall’800 ha fatto molti passi avanti ed oggi offre grandi spazi di intervento nell’ambito del Soffrire umano.

Gli strumenti si devono usare con scienza e coscienza. Così, il colloquio valutativo si configura come fondamentale e la giusta terapia condivisa con la persona il fattore determinante.

Ad un primo colloquio è il paziente che sceglie come e quale materiale portare al clinico. È inoltre normale che il paziente sia confuso o che non abbia bene chiari in mente i livelli di assistenza di cui può fruire andando da uno psicologo, lo dovrebbe ricevere dal professionista stesso.

L’informazione riguardo l’appropriatezza e la sostenibilità degli interventi proponibili al paziente è un’altra parte essenziale del momento della valutazione. La programmazione degli steps e degli obiettivi fanno tutti parte di un piano di lavoro che va concordato e condiviso insieme.

Una buona comprensione diagnostica, gli strumenti ed una capacità di cogliere il quadro d’insieme della persona sono quindi fondamentali per una scelta corretta di sostegno psicologico, terapie breve, psicoterapia o interventi farmacologici.

Rivolgersi ad uno psicologo per la sola valutazione del problema si rivela quindi importante per poter scegliere con competenza e sicurezza un trattamento mirato e specifico che offra soluzioni reali e in tempi ragionevoli.

In uno spazio costruito libero per esprimersi permette di costruire una diagnosi frutto dell’individuazione dei sintomi, della storia e delle emozioni del paziente.

L’espressione della nostra personalità e quindi della nostra psichiche include quattro elementi fondamentali:

1. uno stile cognitivo ben radicato,

2. il temperamento influenzato dai nostri caratteri biologici,

3. il corollario delle nostre difese psichiche,

4. l’ immagine interna che abbiamo di noi stessi e degli altri che si riattivano in ogni relazione interpersonale.

Noi siamo il risultato di tutte queste variabili che si alimentano l’una con l’altra influenzandosi e modificandosi a vicenda e per coglierle nelle loro relazioni certamente non è sufficiente lo sguardo curioso di un appassionato della psicologica.

Il rischio è aprire ferite senza essere in grado di gestirle con epiloghi che possiamo ritrovare anche nella cronaca nera.

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